10 Parkinsonauti dal 5 al 13 settembre

PEDALANDO DA PAVIA A ROMA SULLA VIA FRANCIGENA

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Oltre ad invitarti a partecipare personalmente, pedalando con noi in una o più tappe, stiamo cercando organizzazioni, associazioni, fondazioni riconosciute, aziende o privati cittadini disposti ad aiutarci.

Aiutaci anche tu a spingere sui pedali, puoi farlo iscrivendoti subito QUI all' associazione Parkinson&Sport, rinnovando QUI la tua iscrizione per l'anno in corso o attraverso un contributo, anche   piccolo DONA ORA

Confidiamo nella condivisione del progetto da parte vostra, dalla collaborazione siamo certi potrà nascere un evento nuovo ed unico che accenderà sulla nostra patologia una luce nuova.

Racconteremo la nostra avventura sui social media, Canali TV e carta stampata.

Crediamo nel coinvolgimento di centinaia di persone, tra atleti, familiari, pubblico e persone che incontreremo ad ogni tappa.

Pedala con noi in una delle 17 tappe, guarda il programma, registra l'indirizzo di partenza della tappa che vuoi condividere con noi, puoi utilizzare la tua MTB muscolare o assistita, e fatti trovare 15 minuti prima dell'orario indicato, sarai il benvenuto.

Se decidi di unirti a noi inviaci una mail all'indirizzo info@parkinsonsport.it 

LA STORIA DEL PROGETTO

BIKE RIDING FOR PARKINSON'S ITALY 2020

Sono Stefano Ghidotti, Presidente e fondatore dell’Ass Parkinson&Sport

Ad aprile, durante il lockdown ho dato il via, sulla pagina Facebook dell'Associazione, alle interviste a colazione di "Prendo la levo e arrivo" e in una di queste ho parlato con Simone Masotti e sentito la sua storia. E' nata subito una bella amicizia, e insieme abbiamo cominciato a sognare e poi poco alla volta a immaginare questo progetto che ora è diventato realtà . Lo lascio raccontare a lui.

Mi chiamo Simone, ho 44 anni e da quindici anni è arrivato il Parkinson a farmi compagnia. Ho sempre avuto una passione per la bicicletta, dalla giorno della diagnosi la uso sempre sia per muovermi che per fare sport. Quattro anni fa mi hanno impiantato il DBS, il primo anno non è stato facile ma poi grazie alla bici sono riuscito a riprendere le normali attività quotidiane.

Lo scorso anno ho attraversato tutte le isole del Golfo del Quarnaro in Croazia in bicicletta con quattro amici. Qualche settimana fa ho conosciuto Stefano per una intervista sulla sua pagina Facebook Parkinson Sport e sognando progetti futuri è nata questa idea. Un viaggio in bici attraverso l'Italia, passando per le varie associazioni di Parkinson presenti sul percorso, incontrando a ogni tappa amici e soci per parlare di sport e movimento. L’idea ci è subito piaciuta e ci siamo messi al lavoro!

E' nato così il progetto Bike riding for Parkinson’s Italy 2020. Per coprire tutta l’ Italia, da nord a sud e da est a ovest, lo suddivideremo in 3 viaggi, uno all’ anno. Quest’anno abbiamo pensato di percorrere l’Italia da Pavia a Roma lungo la via Francigena, un percorso che si svolgerà in 9 giorni e 17 tappe per 790 km. totali e 12000 metri di dislivello.

Ora ci siamo, un gruppo di 10 amici PARKINSONAUTI che amano lo sport, insieme faremo il nostro viaggio in bicicletta attraverso l’Italia e le sue magnifiche Città.

Ad ogni tappa incontreremo un associazione, i suoi soci, i familiari, gli amici e i cittadini, per parlare attraverso i racconti dei protagonisti, della sindrome giovanile di Parkinson, la meno conosciuta e quella che ha ricadute più spiacevoli sulla vita delle persone che ne sono colpite.

Di quanto lo Sport e il movimento in generale siano importanti per affrontarla, mentre impariamo a conviverci nel modo migliore.

Un viaggio in bicicletta che vuole portare un chiaro e fermo messaggio di speranza a coloro che ne sono coinvolti: Combattiamo il Parkinson attraverso lo Sport.

PEDALEREMO

IN MEMORIA DI ELMO

Non ho avuto il piacere di conoscerlo personalmente come invece conosco il figlio Giacomo di cui vi ho già scritto nell'articolo, Giacomo, il suo grande papà e il suo grandissimo cuore, del maggio 2019. Sono stato io a chiedere alla famiglia di Elmo Masserini di poter intitolare al loro caro la nostra impresa di settembre, perchè il filo che ci univa, la malattia di Parkinson, ha fatto si che il figlio Giacomo e la sua Azienda, la ELMAS s.r.l. siano i nostri più importanti sostenitori.

Sono passati 3 mesi dalla sua scomparsa, in piena emergenza Covid-19 delle provincia bergamasca, oggi il suo unico figlio lo ricorda con queste parole:

Elmo era il mio papà e gli volevo bene, ci ha lasciato il 19-04-2020, noi abitiamo a Gazzaniga in Valseriana, la valle di Alzano lombardo in provincia di Bergamo, dove il covid ha colpito duramente le persone anziane. Ad oggi non ci è dato sapere le cause della sua morte, aveva 77 anni e da 25 era affetto dalla malattia di Parkinson, avrei moltissimo da raccontare su di Lui.

Era intraprendente e mi stimolava ad esserlo, mi ricordo quando mi portava a visitare le fiere gastronomiche dove insieme sceglievamo gli omaggi natalizi per i clienti dell’azienda.
La mia passione per la cucina e la decisione di fare il cuoco, come prima mia attività, forse erano nati anche da queste esperienze.

Lui appoggiava sempre le mie scelte e mi supportava, amava i piatti di pesce, mi ricordo quando veniva a mangiare nel mio ristorante il “Primolus” a Premolo in alta Valseriana, che ho gestito per alcuni anni con un socio, dove ho conosciuto mia moglie Sonia.

Era umile, buono, generoso ed anche un po hippie, lo ricordo quando partiva insieme a mamma Desi in sella alle sue moto.

Quando negli anni 90 è stato colpito dalla malattia e mi ha chiesto se ero interessato ad occuparmi dell'azienda di famiglia ho vissuto il periodo di rapporto più difficile con lui. Non mi sentivo all'altezza del compito che responsabilmente avevo deciso di accettare, gestire l’attività di famiglia, un attività imprenditoriale molto lontana da quello che avevo scelto di fare nella vita. Mi impegnavo veramente tanto per avere la sua approvazione e non sempre la ottenevo.
Se oggi potessi esprimere un desiderio, vorrei solo essere certo che ha capito le ragioni per cui a un certo punto della sua malattia ho dovuto, per proteggere i suoi stessi interessi e quelli della famiglia, intraprendere azioni che mi hanno reso molto triste e mi hanno fatto sentire in colpa per molto tempo.
Mio Papà era una persona molto ben voluta e stimata, un grande uomo e un grande imprenditore. A modo suo un ottimo genitore e marito, mi ha insegnato molto e avrebbe potuto insegnarmi ancora tanto anche nonostante la sua malattia, purtroppo molte volte le cose si capiscono o si imparano troppo tardi e nel mio caso mi rammarica ammetterlo ma è stato cosi.

Le mie giornate e la mia vita scorrono in Elmas, in rapporto costante con ciò che lui ha creato e a cui ho deciso di dedicare la mia vita, per darle continuità e farla crescere. In alcuni momenti mi sembra di sentire addosso il suo sguardo che mi tiene d’occhio, in altri allo stesso modo vedo il suo sorriso e sento la sua mano che mi da una pacca sulla spalla mentre mi dice, bravo Giacomo sono orgoglioso di te, continua cosi.

Ciao Papà buon viaggio, sono certo che anche li viaggerai con la tua moto, mi raccomando ricordati che ora il casco è obbligatorio.

CON IL SUPPORTO DI

CON IL PATROCINIO DI

10 PARKINSONAUTI E UNA STELLA COMETA


IL PARKINSONAUTA

Chi è il PARKINSONAUTA? È un termine suggerito e credo coniato da un amico, Lorenzo D'Allura che ho subito adottato con piacere e vi spiego perché: solitamente ci chiamano PARKINSONIANI, questo mi ricorda il Signor Spock della serie Star Trek, un vulcaniano, cioè proveniente dal pianeta Vulcano, a noi l'idea di provenire dal pianeta Parkinson non ci fa stare allegro. È come se fossimo nati con questa caratteristica, come se fosse nel nostro patrimonio genetico, come se avere il Parkinson volesse dire che siamoo parte di quel mondo e a noi questo non piace, l'ho sempre detto che noi non siamo la nostra malattia, siamo persone con anche questa patologia.

Mentre PARKINSONAUTA mi ricorda subito un astronauta un esploratore, un uomo che va alla ricerca di qualcosa, ecco noi in questo ci ritroviamo perfettamente, tutti giorni cerchiamo qualcosa che possa farci stare meglio e confidiamo in qualche altro ricercatore come noi che lavora tutti i giorni per trovare la cura, convinti che saremo tra quelli che la potranno sperimentare.

La nostra Stella Cometa

Samantha Vizentin

Parkinsonauta da 5 anni

Non pedalo ma faccio parte del gruppo e ci sarò anch'io. Sono Samantha Vizentin Brouwer, nata a Pula, Croazia. Dopo aver vissuto in Jugoslavia, Italia e Germania, adesso vivo in Olanda. Il 22 giugno 2015 mi e stata diagnosticata la malattia di Parkinson. Dopo 3 anni di pianto, rabbia e rassegnazione mi sono rialzata e adesso nonostante Mr.Parky, come lo chiamo io, vado a sciare, faccio Sup e cammino tanto. Sono felice di fare parte di questo gruppo perché penso che insieme possiamo fare tanto per questa malattia. Partecipando a questa avventura voglio anch'io dire a tutti gli amici parkinsonauti, che la progressione della malattia può rallentare con il movimento, l'attività fisica e lo sport, non siamo solo persone anziane tremolanti.

52 anni

Roberto Russo

Parkinsonauta da 8 anni

Mi chiamo Roberto Russo, sono di origine Siciliana ma vivo da 23 anni nella provincia di Brescia. Mi hanno diagnosticato la sindrome giovanile di Parkinson nel Maggio 2012, una malattia difficile da accettare a qualsiasi età, a 44 anni lo è ancora di più. Sono entrato in una crisi depressiva che mi ha fatto perdere tutto quello che avevo di più caro, famiglia lavoro e amici. Non riuscivo ad accettarla e passavo molto del mio tempo rinchiuso in casa. È stato un periodo drammatico e triste, durato otto anni, ma ora è passato e ora sono orgoglioso di raccontarvi come ho reagito a Mr Parkinson. Ho avuto la fortuna di incontrare nel percorso del mio cambiamento due persone importanti. La prima è Maria, mia grandissima Amica e compagna di vita, Stefano Ghidotti persona speciale, un amico e grande Sportivo e nell'ultimo periodo ho ritrovato la fede riavvicinandomi a Gesù, questo ha fatto la differenza. Il ruolo di Stefano e della nostra Associazione Parkinson&Sport è stato determinante per riavvicinarmi al mondo meraviglioso dello Sport, con lui ho ripreso lo sport che più amo pedalare in Mountain bike.
Inoltre voglio con tutto il cuore ringraziare i componenti della mia famiglia, senza di loro non sarei quello che sono ora. Oggi sono felice di fare parte di questo meraviglioso gruppo e di questo nuovo progetto "Bike Riding for Parkinson's Italy 2020", mi sto allenando, come ognuno d noi, per essere pronto a partire il 5 settembre.

DOPO LA BIKE RIDING ROBERTO È:

L'EQUILIBRISTA

Noi è meglio che io

Il mio non è stato solo un viaggio sulla Francigena, ma anche dentro me stesso, un viaggio introspettivo in bici. Da questo viaggio ho imparato che la parola" insieme" ha davvero un significato molto importante. Spesso nella vita mi sono sentito solo e sbagliato, soprattutto durante gli anni di malattia. Capire il valore dello stare insieme è stata una grande scoperta come imparare a condividere un obiettivo, attraversando gioie ma anche momenti difficili. Senza il supporto dei miei fratelli parkinsonauti non ce l’avrei fatta! Ho avuto momenti in cui non riuscivo a camminare, ma blocchi e discinesie non mi impedivano di salire in sella e pedalare davvero come un equilibrista! C’è stato un momento in cui volevo mollare tutto, solo il conforto e la forza di tutta la squadra mi hanno dato la carica per continuare.

Tutto questo però alla fine mi ha fatto riflettere: anche se non ce l’avessi fatta, la considerazione di me stesso come persona, messa a nudo davanti ai suoi limiti (non solo fisici) aveva improvvisamente acquisito valore vero. Riscoprirmi è stato fondamentale per me, io valgo eccome!!

Ho capito che non mi devo vergognare dei miei fallimenti, perché anche questi mi hanno fatto diventare un uomo migliore, e non è sbagliato credere nei propri sogni, anche quando le difficoltà ti sembrano insormontabili! Ogni giorno mi sono impegnato per reagire e combattere contro la paura di non farcela, nella consapevolezza che ognuno di noi ha dei limiti che può superare, ma anche che ci sono limiti che vanno accettati e rispettati.

Ogni giorno un orizzonte nuovo tra le meraviglie della nostra Italia, incantato osservavo ciò che mi circondava, sempre più mi rendevo conto di quello che stavo facendo, e per dare ridondanza ai miei pensieri, a volte deboli, ci pensava Samantha, che prendendomi il viso tra le mani mi diceva: MA TI RENDI CONTO COSA STAI FACENDO?

L’incontro con Papa Francesco è stato il dono finale per la nostra fatica. Indescrivibile l’emozione quando il Papa mi ha stretto la mano dicendomi ‘bravo!’ Lo scopo di questo viaggio era far conoscere la Sindrome giovanile di Parkinson, con un chiaro e fermo messaggio combattiamo il Parkinson anche attraverso lo sport e il movimento. Ma credo che un messaggio importante sia entrato dentro di noi tutti: bisogna avere fede, non mi riferisco solo a una religione, ma fede in un obiettivo, in un sogno, negli altri, in noi.

Fede del bene che siamo. Coltivare la voglia di vivere, questo dobbiamo fare, tanto la malattia ce l’abbiamo e questo è un fatto, ma dobbiamo cercare di conviverci nel miglior modo possibile, perché è un dovere verso noi stessi e le persone che ci amano, e questo viaggio è la prova che è possibile.

Arrivati a Roma ho avuto un pensiero che mi ha fatto raddrizzare la schiena e guardare avanti con orgoglio: vorrei dedicare il mio viaggio a coloro che, come me, hanno avuto paura di affrontare mr. parkinson – e qui le minuscole sono volute.

Malati di sport.

Malati di vita.

Grazie di cuore, Roberto.

59 anni

Marco Ramelli

Parkinsonauta da 4 anni

Sono Marco Ramelli di Firenze, amante dello sport, tanto basket da sempre e tanti altri sport di squadra che alterno alla passione x il nuoto. Anni fa', ancora prima della diagnosi ho scoperto che correre mi faceva stare meglio, ora è lo stesso x la bici. Questo nuovo progetto è entrato nella mia vita da qualche mese, stiamo lavorando molto bene tutti insieme, non vedo l'ora di partire, mi godrò, con i miei nuovi amici ogni km di ogni tappa fino ad arrivare a Roma.

DOPO LA BIKE RIDING MARCO È:

IL CORAZZIERE CORAZZATO

Parkinsonauti alla riscossa

Ho rimandato per qualche giorno la scrittura della mia storia, avrei potuto usare come motivazione i tanti impegni di lavoro, i miei figli, o chissà cos’altro, ma la verità è che scrivendola temevo di scriverne anche la parola fine.

Ma ora, mentre la penso e la scrivo, mi rendo conto che per me non finirà, perchè non finiranno mai: la gioia, la soddisfazione, l’orgoglio e l'onore di essere stato con voi, anche se a volte poco più indietro a rincorrervi. Non finirà mai la grande stima e l'amore che ho per ognuno di voi.

Siete stati eccezionali ed io con voi, io che non ero quasi mai andato in bici, ne avevo mai fatto uno sterrato vero, difficile, come quelli che ci siamo trovati a percorrere più volte, o le salite interminabili e ripidissime che abbiamo affrontato con uno spirito eccezionale, in particolare da chi era senza bici elettrica.

Grazie a voi tutti e a Stefano. Siamo stati tutti grandi, insieme abbiamo o contribuito alla riuscita del nostro viaggio, a lui va un grazie particolare per aver lanciato l’idea, per averci spinto a credere in noi stessi e ora posso dire che è una persona eccezionale, perchè mi ha dato modo di capire che io, sono una persona eccezionale, ed è un onore esserne amico.

Ora posso dire che è una gioia, aver condiviso con voi che siete divenuti persone importanti nella mia vita, i momenti di questa avventura. Il vostro sostegno sostegno mi ha aiutato e spronato nei momenti difficili.

Perché' come altre volte nella mia vita ho dovuto metterci una ulteriore dose di determinazione e dolore ma forse ho provato ancora più gioia x aver raggiunto...... cosa abbiamo raggiunto?

La consapevolezza che, se anche Mr. Parky è con noi, insieme nulla ci è precluso.

Pertanto questo è solo l'inizio della nostra storia … noi insieme siamo I PARKINSONAUTI ALLA RISCOSSA....


58 anni

Stefano Ghidotti

Parkinsonauta da 3 anni
Lo sport è sempre stato parte della mia vita, e continuerà ad esserlo. Ma adesso la sfida diventa doppia: contro i tempi, la fatica e con quel pezzo del mio corpo, una piccola parte del cervello che si chiama ‘sostanza nigra’, che ha deciso di non produrre più la dopamina necessaria. Diciamo che ho incontrato un nuovo amico, Mr Parkinson, col quale dovrò allenarmi d’ora in poi, ma questo, a differenza degli altri amici che hanno condiviso con me entusiasmanti momenti, proverò a sconfiggerlo o perlomeno a stargli davanti. Questo progetto, che abbiamo deciso di intraprendere, è il nostro modo per condividere un avventura, ci ha uniti. Lavorandoci insieme siamo diventati un gruppo di ottimi amici.

52 anni

Silente

Parkinsonauta da 6 mesi

Togliamo tutti gli specchi di casa amore mio, io non sono quella persona. Cambiamo indirizzo, io non abito un corpo che non mi riconosce più, cancelliamo dall'alfabeto la P e la K e dimmi che mi ami, adesso più che mai ho bisogno di un abbraccio. Lasciami qui scomparso nella mia vita.

Pensi sempre che possa accadere ad altri, poi arriva un giorno e scopri che gli a ltri sei tu. Quel giorno di gennaio il medico che mi visita mi comunica la notizia con fare rassegnato, mentre  lo osservo attonito improvvisamente si trasforma in un mostro spaventoso, ho un groppo in gola, vorrei piangere ma ciò che resta della mia dignità me lo impedisce. Da quel giorno la mia vita è cambiata. Non mi vergogno più quando piango, osservo anche le piccole cose quelle a cui avevo sempre dato meno importanza,  ora tutto ha un valore e non più un prezzo. Ci sono giorni in cui non vivo la realtà, sono letteralmente perso nei miei pensieri, ed altri che sono un leone. Lentamente sto passando ad un una nuova dimensione, la P  la K mi spaventano raramente, lascio spazio a nuovi pensieri e a nuovi incontri, conosco persone che sorridono ed hanno voglia di vita, altre  che si  innamorano, che lottano ogni giorno, e poi ce chi il parkinson se lo porta in bicicletta, sulle spalle mentre corre o prova ad annegarlo nuotando, sono i miei nuovi amici parkinsonauti. 

Adesso anch' io ho scelto di montare in sella, sono pronto a partire per un appassionante viaggio.

42 anni

Carlo Negri

Parkinsonauta da 2 anni

Da Lecco, da sempre appassionato di sport. Amo la bici x il senso di libertà che mi dà e x la soddisfazione che si prova ad arrivare in cima ad una salita; e la nostra sarà una dura salita. Ho deciso di partecipare a questo viaggio x conoscere persone che affrontano questa malattia con positività e voglia di lottare.

59 anni

Alberto Acciaro

Parkinsonauta da 3 anni

Amante della Mtb da oltre un decennio. Dopo aver partecipato a numerose gare su tutto l'arco alpino, mi sono convertito alla bici da corsa e recentemente anche alla e-bike. Insieme alla famiglia e il lavoro, lo sport occupa parecchio del mio tempo, l'equazione è: più sport meno malattia. Appena sono venuto a conoscenza di questa iniziativa ho aderito subito, tanta è la voglia di condividere con amici un esperienza nuova. Sarà un avventura densa di fantastici momenti di condivisione, confronto e crescita, tanto nei momenti di libertà quanto nelle occasioni che ci vedranno affrontare la fatica e le difficoltà della malattia di Parkinson.

 DOPO LA BIKE RIDING ALBERTO È:

IL PASSISTA

Una settimana può cambiarti la vita.

Alberto Acciaro, detto il Passista è il più anziano tra quelli che hanno pedalato con la muscolare. Ecco la sua testimonianza di ritorno dal viaggio

Protagonisti sono 11 persone affette dalla malattia di Parkinson che a malapena si conoscono e che, guidate da un carismatico leader, lasciano la vita di tutti i giorni, comoda o scomoda che sia, per cimentarsi in un’avventura ai limiti delle proprie possibilità: da Pavia a Roma sulla via Francigena, 800km in bicicletta con 10.000 metri di dislivello. Persone davvero speciali con i propri pregi e limiti ma estremamente coraggiose e forse un po’ incoscienti come quando a 15 anni si andava in vacanza con la parrocchia e se ne combinavano di tutti i colori. Ed in effetti questo è successo. 9 intense giornate di sfida a tutto: alla fatica, alle cadute, alle ferite, ai crampi, alle catene spezzate, alle forature, agli orari sballati, alle strade bianche, alle salite al 24%, alle levatacce e al caldo estivo. E in questo humus le persone sono diventate amiche, hanno condiviso di tutto e di più, hanno riscoperto i valori veri della vita. Persone, amici, fratelli; un percorso intenso in pochi giorni. Un divenire parte di uno stesso progetto.E poi l’ultimo giorno l’arrivo a Roma, dove ci aspettava il Santo Padre. Sì, proprio lui in carne ed ossa: che emozione.Il giusto premio al coraggio di 11 impavidi gladiatori che hanno aperto una nuova via come sulle grandi montagne, la via della consapevolezza che con il Parkinson si può convivere e fare tutto quello che fanno le persone sane. E forse anche di più.

Evviva noi, evviva la nostra gioia di vivere e di testimoniare. Evviva tutti coloro che con noi hanno viaggiato durante una settimana davvero speciale.

60 anni

Marco Anesa

Parkinsonauta da 2 anni

Da Leffe Bg, l'inizio è stato difficile, come quando scoppia una bomba, ho passato parecchi giorni in affanno totale, poi con l'aiuto di mia Moglie Daniela e delle mie figlie Cristina e Paola, ho trovato la forza di reagire. Faccio ciclismo da più di 20anni tra MTB e Bdc, lo sport mi ha aiutato veramente ho perseguito molti obbiettivi. nonostante il Parkinson, sono diventato nonno di uno splendido nipotino di nome Mattia. Ho conosciuto Stefano Ghidotti alla presentazione a BG del libro, "Non chiamatemi morbo". Quando ho saputo del progetto di Parkinson&Sport, ci ho pensato un giorno e una notte ed ho deciso di accettare la sfida scatenando l'esultanza di mia moglie Daniela, Cristina, Paola e anche di " fagiolino" Mattia. da allora sono carico e felice, sono certo che tutto andrà per il meglio, sarà una grande avventura per tutti.  Auguro ai miei compagni e compagne tutto il bene di questo mondo, grazie.

53 anni

Filippo Mion

Parkinsonauta da 8 anni

Ciao a tutti io sono Filippo Mion, amo lo sport in generale e in particolar modo la bicicletta. Io e le mie bici ne abbiamo fatte di tutte i colori in giro per l'Italia e in Europa. Da 8 anni però assieme alla mia passione e vita si è insidiato un compagno assai scomodo "Mister Parkinson" il quale si è messo in testa di volermi mettermi i bastoni tra le ruote. Ma forse non ha ancora capito bene con chi ha a che fare. Ora ho lasciato il mondo delle competizioni per dedicarmi al cicloturismo, ho conosciuto questo gruppo di amici e tutti assieme faremo questa fantastica esperienza con la speranza che il nostro messaggio arrivi a tutti i parkinsonauti del mondo.

DOPO LA BIKE RIDING FILIPPO È:

IL SELVAGGIO

Tutti insieme verso Roma

Di ritorno da Roma mi trovo a scrivere ciò che mi ha donato questo viaggio. Mi avete conosciuto, nei bellissimi giorni passati insieme, anche nella mia veste più simpatica – raccontare barzellette e ridere in compagnia mi piace – ma per questi pochi minuti mi conoscerete nella versione più seria. Io sono figlio unico e purtroppo sono rimasto orfano molto giovane ed è forse per questo motivo che ad alcuni di voi sono sembrato un po’ schivo e solitario. Non nascondo che l’ultima settimana prima della partenza avevo pensato spesso di dare forfait, in primo luogo perché i miei amici con i quali esco sempre in bici da lì a poco sarebbero partiti per un viaggio di oltre 1000 km tra la Germania, la Svizzera, L’Austria e la Croazia, in secondo luogo perché non essendo il mio modo di andare in bici, temevo di annoiarmi. Fra tanti mie difetti però ho anche una grande qualità: se faccio una promessa, sia quel che sia, io la porto a termine. Ed eccomi ad intraprendere con 10 persone, quasi sconosciute, ma a dir poco fantastiche, questa stupenda avventura. 10 persone che non sapevano a cosa stavano andando incontro, per quanto riguarda la fatica, le moltissime ore in sella, il pochissimo tempo di recupero, i molteplici impegni con le istituzioni, i continui spostamenti, il caldo e tutti gli altri problemi connessi alla loro malattia. Ora sono qua, sto scrivendo queste poche righe e non c’è un secondo che non ripensi a tutti voi, ai vostri visi e i sorrisi e a come ci siamo divertiti, a come abbiamo superato quei piccoli problemi che abbiamo incontrato lungo il nostro viaggio proprio perché eravamo un gruppo unito, tutti verso lo stesso obiettivo, arrivare a Roma insieme. Grazie di cuore a tutti, siete stati grandissimi, non so se altre persone, anche non ammalate di Parkinson, avrebbero avuto la forza d’animo che abbiano dimostrato di avere a tutto il mondo. Concludo rispondendo a Stefano, che ci chiede se questa esperienza ci abbia migliorato o no.  Per quanto riguarda me non solo mi ha migliorato ma ho capito una bellissima cosa: che se c’è la fiducia in se stessi e la condizione giusta, non c’è ostacolo o malattia che tenga, e noi Parkinsonauti, tutti insieme lo abbiamo dimostrato Alla grande.

Grazie a tutti e attenzione.

Mai dare le spalle all’orso.


38 anni

Daniele Bortoli

Parkinsonauta da 3 anni

Sono Daniele Bortoli 38 anni della Provincia di Vicenza. Sono il baby del gruppo. Fin da piccolo la bici é stata per me un'amica inseparabile. In questi ultimi tre anni ho capito ancora di più l'importanza di fare sport e i benefici che corpo e mente traggono da questo. Ho deciso di partecipare alla "Bike Riding For Parkinson's Italy 2020" per avere il privilegio di conoscere e far conoscere queste persone Speciali con cui condividerò questa avventura. Let's GO Heroes!!

49 anni

Massimiliano Bracco

Parkinsonauta anziano 

Ciao sono Max da Novara, parkinsonauta da tempo immemore, tanto che non mi ricordo più com’era non esserlo. Ovviamente la diagnosi ha fatto dei bei danni in me, non riuscivo ad accettare la nuova condizione e forse non l’ho ancora accettata del tutto. Ora ho scoperto questo gruppo di amici affiatati ed uniti nello sport, che vogliono fare questa pazza impresa. Io voglio essere con loro per condividere fatica e soddisfazione. Se è vero che abbiamo la data di scadenza, come mi ha detto una volta un simpatico neurologo, io ho deciso che sarò a lunghissima conservazione.

AMICI E ACCOMPAGNATORI

60 anni

Max Guzzi

Da Gallarate, VA ho corso per circa 10 anni per Cral SEA Mxp Bortolami ho partecipato alla Varese in Europa, organizzato dalla Provincia, senza Sport non so stare anche perché è un modo di conoscere persone e di confrontarsi.

DOPO LA BIKE RIDING MASSIMO È:

LA SOLUZIONE

Anch'io Parkinsonauta

Ciao Mitici Parkinsonauti, sono emozionato per tutto quello che è successo, da voi ho imparato la Tenacia e la Solidarietà. È stato bello vedere come vi aiutavate nei momenti difficili. Non scorderò mai la condivisione dei nostri racconti e le emozioni vissute durante la pausa di ristoro attorno al camper di Flavio sul passo della Cisa, il giorno che abbiamo passato in compagnia di Fabrizio Silvetti. Con voi ho pedalato come se fossi in un quadro, si alternavano albe e tramonti, salite e discese. Abbiamo mangiato la polvere delle strade bianche, goduto del caldo sole di un settembre che con noi è stato molto generoso, abbiamo combattuto contro le forature in serie della prima giornata e risolto i piccoli contrattempi tecnici. Ci siamo rialzati insieme dalle cadute e la sera non mancavano mai barzellette e un buon bicchiere di vino. Quando abbiamo dormito in chiesa col sacco a pelo sono tornato Bambino, mi sono sentito di nuovo boy scout. Nove giorni passati in sella, 7/8 ore al giorno, poi ogni sera un nuovo letto, il bucato della divisa da fare, le biciclette da caricare, stanchi ma sempre con la voglia di partecipare, e la mattina presto tutti col sorriso al via per la tappa successiva, tutti con un unico obbiettivo, Roma.

Grazie per avermi permesso di vivere con voi queste emozioni, non ho la malattia di Parkinson, ma ora anch’io posso sentirmi un Parkinsonauta malato di sport, essere Parkinsonauti è soprattutto una condizione mentale, l’ho imparato vivendo con voi questa splendida avventura.

Vi Abbraccio Tutti


BIKE TV

LUCIANA BERGOMI - LUIS BAVESTRELLO

Ci seguiranno per documentare il viaggio gli amici di Bike Tv 

Luis Bavestrello, da oltre 30 anni professionista video maker e regista, dagli esordi, nella prima tv commerciale italiana nei primi anni 80, passando attraverso l'evoluzione televisiva, documentaristica e cinematografica sino a quella sportiva con particolare interesse per il mondo delle due ruote in tutte le sue sfaccettature. Co-fondatore del canale tv web BikeTv Italia, che lo vede coinvolto a 360 gradi.

Luciana Bergomi, assistente di produzione, relazioni, redazione testi, ottimizatrice e co-fondatrice del canale tv web BikeTv Italia.

Aiutaci a compiere la nostra impresa

PROGRAMMA

Sabato 05 09:00

Pavia - Orio Litta

51 km. dislivello m. 304 

Partenza ore 9.00 da Piazza Castello, Pavia

Sabato 05 14:30

Orio Litta - Fiorenzuola

57 km. dislivello m. 328 

Partenza ore 14,30 dal piazzale all'incrocio tra via Trento e viale Gorizia

Domenica 06 08:30

Fiorenzuola - Fornovo

51 km. dislivello m. 562 

Domenica 06 14:30

Fornovo - Berceto

50 km. dislivello m. 1182

Lunedi 07-09 08:30

Berceto - Aulla

51 km. dislivello m. 822

Lunedi 07-09 14:30

Aulla - Massa

52 km. dislivello m. 1291

Martedi 08-09 08:30

Massa - Lucca

55 km. dislivello m. 965

Martedi 08-09 14:30

Lucca - San Miniato

46 km. dislivello m. 579

Mercoledi 09-09 08:30

San Miniato - San Gimignano

47 km. dislivello m. 237

Mercoledi 09-09 14:30

San Gimignano - Siena

49 km. dislivello m. 939

Giovedì 10-09 08:30

Siena - San Quirico

54 km. dislivello m. 965

Giovedì 10-09 14:30

San Quirico - Ponte a Rigo

35 km. dislivello m. 941

Venerdi 11-09 08:30

Ponte a Rigo - Bolsena

55 km. dislivello m. 856

Venerdi 11-09 14:30

Bolsena - Viterbo

32 km. dislivello m. 573

Sabato 12-09 08:30

Viterbo - Sutri

38 km. dislivello m. 833

Sabato 12-09 14:30

Sutri - Formello

34 km. dislivello m. 732

Domenica 13-09 08:30

Formello - Roma

34 km. dislivello m. 327

DICONO DI NOI

AGOSTO 2020

BRESCIAOGGI

SETTEMBRE

GAZZETTA DI PARMA

AGOSTO

GIORNALE DI BRESCIA

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IL TIRRENO

SETTEMBRE

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SETTEMBRE

L'ECO DI BERGAMO

SETTEMBRE

CHIARI WEEK

Credito Cooperativo di Brescia
conto corrente intestato a Ass. Parkinson&Sport
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causale: Donazione bike riding 2020

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